Avvicinarsi ai pappagalli. I consigli di chi li alleva

Torno volentieri sull’argomento animali da compagnia, e nello specifico vi parlo ancora di volatili e pappagalli in particolare perché l’interesse verso questa specie animale va sempre più aumentando. L’abbiamo già fatto qui su wuoow.com parlandone sia con G. Ranzan che con Chiara Alessandrini.
Voglio ringraziare l’inesauribile amante e nostro amico, in questo caso di pennuti e come sapete degli animali in generale, l’attore Enzo Salvi per avermi fatto conoscere Gianfranco Catalano che alleva alcune specie di pappagalli ed è socio della Federazione Ornicoltori Italiani.

Qui sopra Gianfranco con Enzo Salvi

Gianfranco e il suo amico Salvatore Giovanni Ficara, appassionatissimo di questi volatili da una vita come lui, hanno avuto la possibilità all’interno del centro riabilitativo dell‘A.I.A.S. Onlus (Consorzio Trapanese di Riabilitazione) con sede a Paceco di allevare questi animali, mi fa davvero piacere parlarne, che contribuiscono alla cura di persone con grandi problemi fisici, dato che “il pappagallo è portato per sua natura a socializzare bene con l’uomo imitando la voce umana e quindi il rapporto ad esempio con i bambini affetti da alcune gravi problematiche è fantastico.
Nostra altra grande soddisfazione oltre a poter aiutare chi ha bisogno è ovviamente la riproduzione, prova del nostro lavoro e amore verso i pappagalli. Nello specifico la specie che abbiamo in maggior quantità sono i cosiddetti Cenerini (Psittacus erithacus) che sono tra i più intelligenti (per capirci il dieci per cento circa del peso corporeo è dato dal cervello), altra caratteristica è che si lega in maniera talmente forte al proprio padrone o padrona e quando dovesse esserne allontanato cade addirittura in una sorta di depressione
perdendo perfino parte dl piumaggio. Come ho detto hanno una speciale sensibilità non parlo solo di cenerini, abbiamo Ara ararauna, Ara macao, Amazzoni fronte bianca, Parrocchetti vari“.

Gianfranco con Salvatore G. Ficara

Mi dice Gianfranco importante è che quando si decida di prendere un animale di questa specie si abbia (ne abbiamo già parlato) del tempo e soprattutto lo spazio da dedicargli, insomma “non è esattamente come avere un gatto, un cane o anche un
comune canarino in casa e inoltre cercare di affiancargli un altro esemplare. Il pappagallo è un animale da colonia ama vivere in compagnia, è molto importante che si relazionino tra di loro che vivano e giochino tra loro”.
Ricordo che l’età media di questi esemplari è quasi paragonabile (in alcuni casi si va oltre) a quella umana e a maggior ragione la scelta deve essere molto oculata.
C’è poi, anche di questo ho scritto recentemente, il discorso del volo libero e mi conferma da grande esperto quale è Gianfranco che “bisogna abituarli poco alla volta e ci si deve sempre affidare ad addestratori esperti. Anche se per natura ritornano verso il
padrone, occorre che questi animali siano abituati al volo e comunque affidati all’esperienza di chi lo fa per professione, se l’animale si impaurisce per qualsiasi cosa si rischia fortemente che vada perso”.

Ricapitolando, chiedo a Gianfranco alcuni consigli fondamentali da dare a chi vuole per passione avvicinarsi a questi esemplari: “Molto importante sarebbe uno spazio all’aperto in cui inserire una voliera abbastanza grande perché amano pioggia e umidità (altrimenti per chi li può solo tenere in casa fare in modo di bagnarli periodicamente) ne hanno bisogno è per loro fondamentale, aggiungendo anche molta vegetazione perché sono dei masticatori e amano scortecciare gli alberi e rosicchiare i germogli. Devono divertirsi quindi rami, giochi, corde di canapa e non appiattirsi, hanno bisogno di diversivi perché annoiarsi porta ad una forma di apatia e quindi al rischio di depressione che ho detto”.
Un breve cenno all’alimentazione: “Principalmente sono animali frugivori quindi frutta germogli fiori, alcuni prediligono anche il nettare dei fiori e ancora semi lattiginosi. Frutta preferiscono quella più acerba perché in natura la competizione con altre specie animali fa si che decidano di cogliere il frutto prima che sia adatto ad altri. Tutto questo parlando allo stato naturale, in cattività si prediligono degli estrusi che sono sotto forma di croccantini bilanciati sotto tutti i punti di vista, come da tempo anche per i cani o gatti, in aggiunta a frutta e verdura. Ancora va bene semi secchi o frutta secca, semi di girasole noci, eccetera”.

 

 

 

 

 

 

Qui sopra due esemplari di Cenerini e più su Gianfranco

Concludendo ringrazio Gianfranco Catalano per la sua competenza e le informazioni dettagliate che ci ha dato su questa bellissima specie animale e spero di aver dato le indicazioni di base diciamo a chi volesse portare in casa un esemplare di pappagallo,
ricordandogli sempre che si tratta di essere vivente degno quindi della massima attenzione e rispetto. Ma chi ama davvero gli animali ha già capito.