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CIRCHI, ANIMALI E ANIMALISTI. UNA VERITA’ TROPPE BUGIE.

Posizione assunta per prima dalla la L.A.V. come noto, che il 15 marzo scorso ha patrocinato presso la Biblioteca del Senato un workshop denominato “Circhi con animali in Europa, rischi per la sicurezza pubblica” (praticamente le attività circensi che si avvalgono di animali addomesticati sono considerate alla stregua di organizzazioni filo Isis o Al Qaeda…). All’interno del documento si parla di un certo numero di incidenti verificatisi negli ultimi 22 anni con il coinvolgimento di animali dei circhi e l’intenzione di fornire uno “strumento operativo alle strutture circensi e alle autorità pubbliche che vogliano trasferire animali provenienti dai circhi in strutture idonee di ospitalità temporanea o permanente”.

Si parla in tale direzione di una lista, ancora da completare, dei centri di recupero o santuari per animali selvatici appartenenti a specie esotiche conosciuti agli addetti ai lavori col nome di CRASE e CRASM (Centri recupero animali selvatici ed esotici).
Tutto ciò in linea con la tendenza europea ad eliminare gli animali dai circhi, ma attenzione sono le basi dai cui prende spunto la L.A.V. che fanno acqua e molta: tutto si fonda sul presupposto che tali animali oltre ad essere sfruttati (gli addetti ai lavori molto tranquillamente affermano che questi non svolgono alcun esercizio controvoglia, e che anzi il loro è da considerarsi esattamente come il lavoro di qualsiasi altro componente del circo) subiscono maltrattamenti e sono costretti a fare durante le esibizioni esercizi contro natura. Niente di più falso e chiunque voglia può trovare in rete informazioni al riguardo (consiglio http://circoconanimali.weebly.com/bugie-sul-circo.html ).

 
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I veri animalisti cioè gli “amanti degli animali” ricordo, non parlo del becero animalismo di quei soggetti ciechi che sostengono quanto sopra, sanno molto bene che da generazioni gli animali che si esibiscono e vivono nei circhi non provengono dai luoghi d’origine dei loro antenati, ma nascono in cattività. Questo può voler dire solamente una cosa e cioè che non possono trovarsi fuori dal loro habitat visto che questo è il loro habitat e tanto meno compiere esercizi contro natura, in quanto sin da piccolissimi imparano a svolgerli insieme ai loro istruttori (video a fine articolo).
Come detto la L.A.V. parla di maltrattamenti e animali costretti in gabbie anguste, anche qui niente di più falso: le gabbie di contenimento devono esistere per ovvie ragioni logistiche e non sono affatto di dimensioni irrisorie invece è riguardo ai maltrattamenti, vero punto nodale di tutta la questione, che si fa un gioco davvero poco pulito.
La legge dice che qualsiasi circo voglia esercitare la sua attività deve farne richiesta al relativo comune, il quale invia ispettori a verificare rilasciando dichiarazioni dei veterinari delle ASL e inoltre il C.F.S. (Corpo Forestale dello Stato) rilascia una certificazione denominata CITES a tutela delle specie protette sulla base di criteri emessi dal Ministero dell’Ambiente per il mantenimento degli animali nei circhi.

 
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Mi chiedo a questo punto come fa la L.A.V. a procedere al sequestro di animali, avvalorato da dichiarazioni di altri veterinari che sostengono di trovare i medesimi in cattive condizioni? Ricordo che sempre per legge devono subire più controlli gli esemplari nei circhi che qualsiasi altro animale detenuto sul territorio italiano…..

E’ già successo in passato che esemplari sequestrati e condotti in CRASE e CRASM sulle basi di cui sopra, quando non dichiarati morti o scomparsi, una volta restituiti ai legittimi proprietari (perché evidentemente il sequestro non era legale) fossero riconsegnati in condizioni pietose o in fin di vita (articoli e video disponibili in rete http://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/crasm-semproniano-inchiesta-1.1546716https://www.youtube.com/watch?v=gXOc1gLGDkk&app=desktop ).                           Aggiungo che proprio perché nati in cattività gli esemplari sequestrati condotti nei presunti territori di origine o in questi centri sono regolarmente morti o addirittura si sono lasciati morire perché incapaci di adattarsi ad un ambiente sconosciuto.
Qui si va ampiamente oltre il sacro concetto animalista di voler difendere animali maltrattati ma viene il sospetto che qualcuno abbia degli interessi come già successo, è di pubblico dominio, molte volte nei casi dei canili-lager: i CRASE e CRASM sopraddetti (le famose “strutture di recupero”) sono gestite da associazioni animaliste che dovrebbero occuparsi appunto del recupero degli animali invece è presumibile che ci siano forti “attrattive” economiche in quanto sovvenzionate dallo stato, non volendo considerare che a differenza di quanto si pensi già ricevono aiuti 50 volte superiori a quelle dei circhi. Mi rivolgo a chi sostiene di amare davvero gli animali, se è così prendersela col mondo circense è la cosa più sbagliata perché proprio questi ultimi li apprezzano veramente vivendo insieme a loro giorno e notte. E poi qualcuno riesce ad immaginare uno spettacolo come quello senza cavalli, tigri, leoni, uccelli, scimmie, giraffe e ancora zebre, elefanti, pinguini o canguri? Non finisce qui.

 
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