LA DISAVVENTURA GIUDIZIARIA DEI POLLARI CONTINUA

Ricorderete sicuramente qualche settimana fa vi ho parlato della spiacevolissima, diciamo così, disavventura giudiziaria in cui si è trovata la famiglia Pollari proprietaria di quattro punti vendita nel conosciuto quartiere di Roma.Dal sequestro giudiziario, eseguito ormai da giugno dello scorso anno l’unico sviluppo ad oggi è che l’udienza in tribunale attesa a breve è stata invece rimandata addirittura a ottobre 2017 e sempre dovendo riscontrare e ricordare che i tempi della giustizia italiana sono molto distanti dalla normalità non possiamo però non notare che questo tipo di sequestri preventivi per legge devono essere risolti in diciotto mesi e quindi entro e non oltre il dicembre 2017; ovvio che la data decisa per la discussione in aula a ridosso della scadenza dei termini abbia fatto solo esasperare gli animi e e i sentimenti dei signori Pollari che come ricordo si sono, uso un’espressione bruttissima, praticamente trovati in mezzo a una strada da un giorno all’altro.Non basta, a questo si aggiungono due episodi davvero spiacevoli perché sembrano proprio fatti con volontà: il primo riguarda i volti dei Pollari da tempo raffigurati sulla serranda del negozio sottostante l’abitazione di Marco Pollari che sono stati cancellati, come potete vedere dall’immagine in fondo, da un dipendente su indicazione di chi gestisce ora l’attività, mentre un altro dipendente è stato addirittura licenziato solo perché visto conversare sempre con Marco Pollari; il secondo episodio addirittura paradossale perché quest’ultimo mentre conversava al telefono sempre sotto casa sua, che ricordo si trova in prossimità del negozio, è stato su richiesta del gestore temporaneo avvicinato da rappresentanti della Guardia di Finanza in quanto avrebbe volutamente disturbato e cercato di intralciare l’attività del forno.

Insomma ce n’è di che far perdere la “tranquillità” a chiunque, e nonostante ciò la famiglia Pollari continua a resistere come può confidando comunque in una giustizia “giusta” e che alla fine possa riappropriarsi di quello che ha faticosamente creato.Tutto passa alla fine, auguriamoci e auguriamogli che il tempo rimasto sia breve.