La “Pazzia” di Roberto Gerardi

Hai sentito quella canzone? Quante volte ci sarà capitato di fare o sentirci rivolgere questa domanda. Quando sento un brano musicale il primo istintivo pensiero va a quello che riesce a trasmettermi, quindi per forza di cose se si tratta di un pezzo straniero la melodia spesso
la fa da padrona in questa scelta. Ma se parliamo di una canzone in italiano ecco, allora cambia tutto.

Ho avuto occasione di ascoltare la canzone di uno di quelli che vengono definiti comunemente (la comunicazione usa dei termini spesso rigidi, freddi) cantanti emergenti,
Roberto Gerardi (il video lo trovate oltre che sul nostro canale video e qui in basso sul suo canale youtube ). Roberto è un ragazzo romano di ventitré anni che, mi riallaccio alla tradizione italiana di cui ho detto poco fa, proprio del testo della sua canzone vuole fare il punto di forza. Ho assistito quindi alla realizzazione del video, si perché sempre parlando di comunicazione scrivere una canzone richiede la realizzazione del relativo videoclip.

Qui sopra un momento delle riprese

Pazzia, questo il titolo. Chiedo a Roberto che cosa intende con la pazzia di cui parla, e molto semplicemente mi spiega che “La pazzia a cui mi riferisco è una metafora. Quello che vorrei far arrivare al pubblico che ascolterà il mio pezzo è la domanda che mi pongo: sono io il vero pazzo che cerco a tutti i costi di mantenere uno standard di normalità nei miei pensieri e azioni, nei miei atteggiamenti, nei rapporti con i miei coetanei o sono pazzi gli altri che non lo fanno e si distaccano sempre più dalle tradizioni e dai modi che magari i nostri genitori hanno imparato e spesso inascoltati non riescono quasi più a trasmetterci?”. Non c’è che dire… il ragazzo ha già le idee molto chiare.

Roberto la passione per la musica se l’è trovata in casa, perché i genitori fin da piccolo l’hanno fatto crescere in un ambiente adatto. Entrambi appassionati di musica e ballo, in pratica gli hanno fornito nel suo corredo genetico un’ottima base su cui lavorare bene: già da giovanissimo infatti ha insistito per farsi comprare un pianoforte, ha studiato ovviamente (improvvisazione e talento servono molto ma non sono sufficienti) e si è poi licenziato in teoria e solfeggio musicale alla giovanissima età di 15 anni. Ma la tappa formativa più importante è sicuramente la maturità acquisita con la frequentazione della Bottega del Suono, la scuola di musica ideata nel 2006 dal noto musicista, cantante e conduttore televisivo Marcello Cirillo che ne è anche direttore artistico.

Il prodotto finale Pazzia è il giusto mezzo posso affermare con certezza tra un testo “impegnato” che vuole trattare un argomento serio e una musicalità attuale moderna ed orecchiabilissima. Vorrei dire che ascoltando il brano questo si presta benissimo a candidarsi come tormentone classico del periodo estivo, se non fosse che al contrario i cosiddetti tormentoni non hanno pretese nel volersi “impegnare” in argomenti seri, cosa che invece come ho detto (ascoltatene bene le parole) è esattamente nelle intenzioni di Roberto e della produzione, quest’ultima non dimentichiamolo la RavOro Edizioni Musicali di Marcello Cirillo che Roberto ringrazia per l’opportunità.

 

L’etichetta RavOro Edizioni Musicali che ha prodotto Pazzia

 

 

 

 

Parlando nello specifico del videoclip l’idea delle maschere degli attori che lo hanno interpretato e che si adatta molto bene al tema della canzone è di Federico Malafronte, giovane ma già esperto regista romano (che oltre alla famosa serie web tv Fired ha realizzato nel 2015 fra gli altri anche il conosciutissimo video di Enzo Salvi contro l’abbandono dei cani). Come altrettanto bene si adattano i costumi. Il make up e lo styling sono stati curati da Daniela Leuci e si ispirano allo stile del cantante: gli abiti concessi da Gai Mattiolo mi dice Daniela sono stati perfetti per realizzare un outfit in sintonia con la storia interpretata nel video.

Concludendo, il lavoro dietro che ho visto è stato davvero serio e ben fatto e i presupposti per un gran successo ci sono tutti, la canzone la potete vedere e scaricare dalle piattaforme digitali. Io di mio posso solamente augurare a Roberto che abbia l’affermazione che merita
un artista serio che vuole davvero distinguersi dalla media.