SPETTACOLO

“Poveri ma ricchissimi”, il sequel che non osa

Un anno dopo “Poveri ma ricchi”, la famiglia Tucci era tornata nelle sale cinematografiche con Poveri ma ricchissimi, che ha chiuso il box office Italia dello scorso weekend (l’ultimo del 2017) all’ottavo posto in classifica dietro Ferdinand e Omicidio sull’Orient Express, con un incasso di 5.160.808 euro.

Il film diretto da Fausto Brizzi e distribuito da Warner Bros Italia resta in linea con quanto offerto dal suo predecessore, con i pro e qualche contro di troppo del caso.

Se da una parte cast che vince non si cambia (Christian De Sica, Lucia Ocone, Enrico Brignano, Anna Mazzamauro e Lodovica Comello, ndr), dando spazio a qualche new entry come Massimo Ciavarro, Giobbe Covatta, Dario Cassina e Paolo Rossi, dall’altra parte mantenere una trama troppo lineare come il film uscito nel 2016 è servito a salvarsi da un rischio di inciampare nel tentativo di fare un salto di qualità, che nel confronto con Poveri ma ricchi purtroppo è venuto a mancare.

Il film riparte da quanto lasciato in sospeso nel finale di 2015. Danilo e Loredana Tucci sono due ex ricchi a cui non è rimasto più un euro della vincita alla lotteria. O almeno è ciò che credono.

Sta di fatto che prima di vedere nonna Nicoletta spegnersi, Kevi (il nipote più piccolo) rivela di aver conservato a loro insaputa la vincita milionaria in collaborazione con il maggiordomo Gustavo.

È una gioia immensa per i Tucci, considerando che Kevi e Gustavo sono riusciti ad incrementare il patrimonio che avevano inizialmente. Non può restare indifferente Marcello, giunto inizialmente per salutare la nonna al capezzale in compagnia della moglie Valentina, che oltre ad essere sposa è anche in dolce attesa.

I Tucci vorrebbero aprire friggitorie, ma una serie di circostanze danno lo spunto a Danilo Tucci di far diventare Torresecca un Principato, esattamente come il Lichtenstein, con la moglie Principessa e Marcello Presidente del Consiglio.

Ma quando si fa un passo più lungo della gamba e si entra nel circolo della politica, allora i guai si fanno trovare pronti dietro l’angolo e hanno i nomi di Chloe, che si era presentata come figlia non riconosciuta da Danilo ma che, poi, scopriremo essere una truffatrice seriale, Libero il papà di Valentina e giunto al termine della permaneza in carcere, uno scrittore amante di 50 sfumature di grigio e il Presidente del Consiglio italiano che tenta in tutti i modi di screditare la figura di Danilo, riuscendo a fargli perdere voti solo a Torresecca.

Da qui in poi la trama resta abbastanza piatta come il mare in una magnifica giornata di sole, con i Tucci che ancora una volta si trovano a far fronte all’ennesima catastrofe economica. O almeno così sembra.

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