UNA GIORNATA AL CIRCO – IL RONY ROLLER CIRCUS

Continuando il mio viaggio nel mondo del circo scaturito dal progetto di riforma del DDL 2287/bis sulla dismissione degli animali dai circhi  dopo aver parlato con un medico veterinario che si occupa proprio di alcune specie animali appartenenti agli spettacoli itineranti, l’intervista al Presidente dell’Ente Nazionale Circhi Antonio Buccioni , oggi ho conosciuto due esponenti di una nota famiglia circense di lunga tradizione (primi anni ’30), Daniela Vassallo e suo fratello Rony Vassallo, del Rony Roller Circus ( http://www.ronyroller.it/ ).

Daniela ex esperta contorsionista ed altre discipline, responsabile dell’ufficio stampa e delle relazioni con il pubblico e Rony addestratore ( trainer è il termine corretto ) responsabile del settore animali mi hanno, oltre ad aver accolto con la massima cortesia, mostrato da vicino la quotidianità del vivere circense. In varie occasioni mi è stato detto che troppo facile è parlare di argomenti, come ad esempio di questo particolarmente delicato, solo in base a quanto dichiarato dagli intervistati o troppo genericamente e proprio a tal fine mi sono recato dove al momento la struttura del Rony Roller Circus si trova (a Roma) ho voluto assistere allo spettacolo non solo per ciò di cui parlo qui ma anche per mia curiosità personale e ho voluto “toccare con mano” il nodo attorno a cui gira tutta la questione circhi in discussione ora al Parlamento, gli animali appunto.

Daniela Vassallo con il Presidente dell’ENC Antonio Buccioni

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Rony Vassallo con una leonessa durante un’esibizione

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Premo ancora l’acceleratore sull’opinione diffusa che gli animali dei circhi siano presi in natura, Daniela mi spiega molto chiaramente perché ciò è impossibile: “Noi circensi siamo degli imprenditori al pari di tutti gli altri e se dovessimo prendere ad esempio un ippopotamo in natura ( e per natura si intendono le riserve naturali ) l’unico modo sarebbe attraverso il costosissimo e illegale bracconaggio, quando invece è molto più semplice molto meno costoso e sicurissimo sotto il profilo sanitario farlo arrivare da un allevamento, ma oltretutto moltissimi non sanno che invece da generazioni tutti gli animali che abbiamonascono e crescono qui da noi, loro e noi siamo la stessa famiglia”. Talmente chiaro che resta difficile accettarlo vero?

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Altrettanto ovvio aggiungo io è che nel momento in cui si intende mettere in cattiva luce qualcuno basta iniziare a far circolare ed entrare nella testa delle persone notizie apparentemente veritiere quando sarebbe sufficiente un filo di logica per rendersi conto del contrario come ad esempio, udite udite, la “leggenda metropolitana” secondo cui all’arrivo di un circo i gatti randagi sparirebbero dalle vicinanze perché catturati allo scopo di alimentare gli animali. E già me li immagino i circensi a rincorrere quelle povere bestiole, che essendo ovviamente portatrici di virus e malattie creerebbero solo danni alla salute degli animali, e danni economici ritornando al discorso relativo all’imprenditorialità.

L’altro aspetto che mi fa notare Daniela è quello dell’iter burocratico a cui sono sottoposte le attività commerciali stabili è esattamente lo stesso che regola anche attività itineranti come il Circo, con la differenza che quest’ultimo deve seguirlo due volte la settimana.

Diversamente da quanto pensassi, sono sincero, non la preoccupa il dover affrontare continuamente ogni tipo di difficoltà burocratica perché questo avviene già da molti anni e neanche il dover cambiare professione, volendo dare per scontato con le motivazioni già espresse che l’allontanamento degli animali dalle attività circensi ne porterebbe alla fine economica, ma una certa “Nuova folle ideologia secondo cui, al momento è il nostro turno ma più avanti chissà, alcune categorie e attività sono soggette ad una vera e propria caccia alle streghe.

Se l’intenzione è di togliere gli animali dai circhi, dai concorsi canini, dai negozi che li vendono, dagli allevamenti, dagli ippodromi, insomma da tutte le attività che con il loro commercio traggono guadagno mi sta bene, ma se così non è c’è qualcosa di inquietante ed oscuro. Prendersela solo con il nostro mondo va contro ogni regola, costituzionale, di comunità civile, va oltre ogni senso logico ed è discriminatorio, questo fa davvero paura e dovrebbe far riflettere le persone, e non certo fantomatici maltrattamenti. Il rischio è che tra molti anni si parlerà della categoria circense come di una categoria che è stata condotta al genocidio, io vorrei che rimanga traccia della cultura circense, perché di cultura e tradizione si tratta, e di quanto stiamo ingiustamente subendo”.

A me fa pensare molto seriamente una recente diffusa tendenza, sfido a contraddirmi, di attenzionare in maniera eccessiva certi atteggiamenti anche se spesso a ragione ma perdere contemporaneamente di vista temi fondamentali e di gran lunga più importanti: tanti si riempiono la bocca di accoglienza e integrazione nei confronti di rappresentanti di altri popoli o culture e poi categorie come quella del Circo che ne rappresentano altissimo esempio da quando esiste, vengono osteggiate con la scusa di sfruttare e maltrattare i loro animali.

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Parlando con Rony Vassallo, mi spiega che “Da anni è stato creato un codice deontologico, Ente Nazionale Circhi, Fedea (Federazione Europea Detentori Animali Esotici e Domestici) e Siac (Sindacato Addestratori Detentori Animali Esotici)hanno partecipato alla sua definizione, riguardo al mantenimento degli animali, una vera e propria autoregolamentazione. Quante categorie possono vantare di aver fatto altrettanto? Nessuno vuole assumere all’interno dei Circhi atteggiamenti contrari alle leggi vigenti, anzi, non vogliamo ne possiamo escludere che in alcune strutture ci siano stati casi di maltrattamenti animali, ma questa crociata animalista sta facendo di tutta l’erba un fascio.

Noi siamo stati e lo siamo a maggior ragione ora a disposizione di scolaresche e chiunque voglia visitarci per vedere come funziona tutto qui, non solamente l’aspetto animali”.

Altra leggenda poi è quella che i grandi felini siano tenuti tranquilli attraverso l’utilizzo di droghe. Rony mi spiega molto chiaramente che non sarebbe possibile per due ragioni precise: la prima riguarda la salute dell’animale che “se costantemente sedato diventerebbe in poco tempo dipendente da queste sostanze un drogato a tutti gli effetti, non considerando gli enormi problemi di salute che potrebbe avere”; la seconda sempre di ordine economico perché “sedare parecchi esemplari di quelle dimensioni avrebbe un costo non sostenibile”.

Potete vedere a fine articolo un breve video in cui intervisto Rony all’interno del recinto con i leoni, i quali come vi ho detto essendo abituati alla presenza umana non hanno ovviamente avuto nulla in contrario che un estraneo entrasse nel loro territorio….( foto di seguito)

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Mi racconta Rony che per circa un mese e mezzo a cavallo tra il 2016 e il 2017 sono stati qui con loro giornalisti del noto programma televisivo di Rai Due “Nemo” per fare un servizio, ma il Rony Roller ha accettato solo a condizione che gli inviati stessero nella struttura dalla mattina alla sera allo scopo di fargli vivere la quotidianità circense. La puntata è andata in onda il 20 aprile scorso, la consiglio vivamente ( http://www.raiplay.it/video/2017/04/NEMO-Nessuno-escluso-056fb2ad-b3c3-45d5-998a-a3d286dbc082.html).

Questo sono alcuni aspetti di quanto accade, questa è la realtà dei circhi, questi sono i punti di vista peraltro molto chiari e semplici di chi nel Circo ha tutta la sua vita e dà tutta la sua vita, condivisa quotidianamente con degli splendidi esemplari di molte razze che se solo tutti avessero modo di conoscere da vicino non potrebbero fare altro che innamorarsene.

Personalmente aggiungo ancora una volta che chiunque volesse è invitato presso tutte le attività circensi a vedere da vicino la realtà, perché ormai nell’era di internet è troppo facile cadere in inganni mediatici orchestrati sapientemente da chi vuole trarre vantaggi a scapito di chi lavora onestamente rispettando le leggi, le persone, e soprattutto gli animali con cui vive.

Se si dovesse con una legge miope costringere a chiudere i Circhi ricordatelo: non si potrà più tornare indietro.