SPETTACOLO

90 Special, la nostalgia non paga

“90 Special – Che ne sanno i 2000” che gli anni Novanta non sono stati un flop come il programma che ha toccato quota 3 puntate trasmesse su Italia 1.

Il programma della rete Mediaset e condotto da Nicola Savino continua a far registrare dati Auditel in caduta libera, tanto da far pensare che a questo punto sarebbe bene prendersi almeno una settimana di pausa e rivedere un po’ di cose, non tanto nei contenuti quanto nella conduzione e nel ritmo dato ad ogni puntata.

I dati sono importanti nel campo artistico e quelli di ieri sera accostano il termine flop al programma di Italia1.

“90 Special – Che ne sanno i 2000” ha fatto registrare 1.563.000 spettatori per uno share del 9%, perdendo la sfida della prima serata contro Milan-Lazio di TIM Cup (5.392.000 spettatori, 20.4% share), contro Maldamore su Rai2 (3.142.000 spettatori, 12.2% di share), Chi l’ha visto? su Rai3 Chi l’ha visto? (2.251.000 spettatori,share del 10.3%) e Segreto su Canale 5 (2.767.000 spettatori, 11.1% di share).

Paragonando i dati di ascolto con quelli della prima e della seconda puntata, il confronto parla chiaro: il programma è passato da 2.286.000 (11.8% share) della prima puntata del 17 gennaio a 1.891.000 (9.7% share) nella serata del 24 gennaio, per perdere ieri sera altri 300 mila spettatori.

Facile porsi questa domanda: perché 90 Special è un flop?

Non è un problema di contenuti, perché il programma porta a riscoprire ciò che è stato lasciato alle spalle nel secolo scorso sia in TV sia nel quotidiano, e nemmeno un problema di ospiti, anche se non si può e non si deve chiedere a questi di fare un miracolo e tappare le falle presenti.

Falle che sono imputabili ad una conduzione sterile da parte di Nicola Savino, che non fa breccia e che non conquista affatto il pubblico da casa. Malgioglio punta sul suo personaggio e si salva dal naufragio, Ivana Mrazova e Katia Follesa danno la sensazione di essere incatenate ad uno schema che non le esalta e, anzi, ne riduce il potenziale.

Il ritmo del programma è piatto come l’encefalogramma, non è incalzante e vivo e non potrebbe reggere la scusa dei ritmi televisivi più lenti che in radio, perché manca proprio la personalità e la verve di chi dovrebbe guidare l’intera armata “90 Special”.

E Nicola Savino non si sta mostrando quel comandante che dovrebbe guidare l’esercito del programma e gli spettatori a casa. Il solo posto in cui li sta guidando è lo zapping verso altri programmi, il che va a sancire un’altra pesante sconfitta per il programma.

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