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Quando dalle scale dell’Ariston scese Rocío

Scrissi tempo fa “Rocio la ragazza della porta accanto “ , disarmato da una bellezza così penetrante da far “saltare le coronarie”… Bellezza che davvero accompagna il carattere dolce, gentile, e per molti versi umile della “mora madrilena” . Rocío Muñoz Morales ha imparato bene la lezione dal suo papà ,giustamente severo ma di animo artistico, che ha saputo indirizzare le figlie fin da giovani alla ginnastica ed al ballo. E così , già sulle punte da bambina, per arrivare adolescente a “Ballando con le stelle – Spanish Version” , prima di essere “rapita” da Julio Iglesias , che l’ha voluta con lui per la sua tournèe mondiale . E poi il successo , che tutti conosciamo , un artista che grazie al Film “Immaturi” del 2011 è stata consegnata ( per fortuna nostra ) definitivamente ai palcoscenici Italiani nel lavoro e sentimentalmente a Raoul Bova, con il quale ha 2 figlie , Luna e Alma. In Spagna c’è un detto che accompagna il modo di pensare di Rocío , un detto che insegna come ogni dolore e ogni sacrificio , è sopportabile se voluto. Per questo motivo riesce a sincronizzare la sua carriera artistica con il suo status “di donna e mamma” , spostandosi con la famiglia, in queste esperienza tra set e Tv che fanno maturare sia lei , che le sue figlie. Modella, ballerina, presentatrice, comica ( come ha dimostrato nel nel film “Un Natale da Chef” ) , attrice a 360° nei più disparati ruoli ed in continua attività tra “movie e fiction”. Ed è inevitabile il ritorno del pensiero al suo Festival di Sanremo ( all’epoca condotto da Carlo Conti ) , quando scese le scale del Palco del Teatro Ariston ,ed il suo sorriso emozionato cancellò ogni singolo “clamore e critica” … chissà se ci riusciranno alla stessa maniera le “girls Sanremesi del 2020“.

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