“Quest’anno non scendo”, il primo romanzo dei Casa Surace

Cayami
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Prendi una factory e casa di produzione di nome Casa Surace, scrivi il loro nome sulle varie community e trovi quasi 700 mila utenti iscritti sul loro canale YouTube, 1.6 milioni di followers su Facebook e 629 mila su Instagram.

Esci dai social network, scrivi il loro nome sul motore di ricerca Google e ti imbatti nel loro libro “Quest’anno non scendo”, che racconta le avventure/disavventure della famiglia Capaccio.

Il sud (i Casa Surace) che raccontano le vicende di una famiglia numerosa, appunto i Capaccio, che vivono in un paesino della Puglia chiamato San Vito.

E le cui vicende legano loro e la loro terra al loro figliolo Antonio e alla città di Milano, nella quale il “Capaccio fuori sede”, in terra meneghina prima per studi universitari e stage e poi in un’azienda che tratta la sicurezza dei dati: la Bergonzi & Co. nella quale ha ottenuto quel contratto a tempo indeterminato ritenuto dal padre Rocco Capaccio un atto di prigionia.

La telefonata di Antonio alla madre Antonietta impegnata a fare Santa Lucia per il tredicesimo anno di fila, nella quale le annuncia l’impossibilità di scendere per Natale per ragioni lavorative, causa un effetto devastante in Antonietta e durante la processione, con un caos generale che genera ricoveri in ospedale.

Tra i ricoverati vi è proprio Antonietta, messa tanto male da portare suo marito Rocco a prometterle di farle passare il Natale dal figlio a Milano qualora si fosse svegliata.

Mai scelta fu peggiore per Rocco Capaccio, perché le sue parole sono nuova linfa per la moglie che si sveglia dal coma, pronta a riabbracciare il figlio rimasto in esilio in quel della seconda città più grande d’Italia.

Quale miglior mezzo a motore se non un furgoncino 9 posti della Wolfsvagen degli Anni Settanta per intraprendere un lungo viaggio “paese paese” (ovvero sia senza prendere tangenziali e autostrade)?

Portandosi dietro quanti più parenti potesse e qualche amico di San Vito, Rocco guida la spedizione a bordo del furgoncino e seguito da una 127, dato che i posti a sedere non bastavano per tutti.

Pieni di sogni, speranze, amori da ritrovare e missioni artistiche da raggiungere, i Capaccio & Friends partono in questo tour in giro per l’Italia da sud a nord, non facendosi mancare soste continue dettate dalle più disparate motivazioni.

Ed è così che il racconto di questo romanzo va di pari passo con il programma itinerante dei viaggiatori, portandoci alla scoperta di posti che in un viaggio autostradale mai sarebbero stati toccati e che, come effetto collaterale, potrebbero portare i Capaccio a non raggiungere Antonio in tempo per festeggiare il Natale.

 

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