Valeria Altobelli: bellezza, filantropia e tanto altro

Rosalia Cataldi

Lei non è solamente una bellissima Miss Mondo. Valeria Altobelli è anche un meraviglioso soprano e tanto altro ancora: musicista, modella, plurilaureata, filantropa e soprattutto una mamma. La sua vita frenetica è dipinta da battaglie sociali, aiuto sensibile verso il prossimo, musica, viaggi oltreoceano, ultimamente soprattutto negli States.

Cosa ti ha spinto ad andare negli Stati Uniti?

Tutto è incominciato con un invito per il “National Prayer Breakfast”, evento istituito dal presidente degli Stati Uniti con il fine di sostenere i valori e la fede nel mondo e che prevede la partecipazione di tutti i rappresentanti del pianeta. Infatti in passato vi hanno partecipato personaggi come Madre Teresa di Calcutta e il Dalai Lama. L’invito sarebbe dovuto essere per presenziare all’evento come rappresentante della nazione italiana, ma poi mi sono ritrovata a parlare d’avanti a tutta la stampa americana inclusa la CNN, al posto di Steven Boldwin che era assente.

Di cosa hai parlato esattamente in quell’occasione?

Principalmente dei miei progetti filantropici e di quanto sia importante una collaborazione e cooperazione a livello mondiale per aiutare i paesi in via di sviluppo e rendere questo mondo un posto migliore per tutti.

Oltre al National Prayer Breakfast sei anche stata invitata a Capitol Hill, sede del governo americano…

Esattamente. Sono stata invitata per un tour privato da un Senatore texano presente al National Prayer Breakfast dove avevo presenziato la stessa mattinata ed ho anche cantato sotto la cupola dipinta dall’italiano Costantino Brumidi. Per me è stato un duplice onore, considerando il fatto che davanti a me c’era anche un gruppo di giovani studenti texani in visita al palazzo che hanno quindi assistito alla mia performance canora. Inoltre il Senatore mi ha conferito, proprio in Texas, dove qualche giorno dopo mi sono esibita con un coro di 700 persone, con immenso onore, la prestigiosa bandiera americana volata proprio sulla Capitale Washington. Era stata redatta appositamente per me, dal Congresso Americano, una motivazione di 15 righe in cui si sottolinea il fatto che io rappresenti una eccellenza italiana all’estero per bellezza, talento, professionalità ed impegno sociale. Ho ricevuto anche la bandiera del Texas come riconoscimento dal Governatore di questa splendida regione. Qualcosa di veramente straordinario…

Hai avuto modo di visitare anche altro a Washington?

Certo! Ho avuto la fortuna di poter vedere il più grande museo della Bibbia di tutto il mondo. Dove viene studiata ed analizzata la Bibbia a 360°: dai classici testi antichi, all’arte, al cinema (c’erano film molto importanti che riprendevano parti della Bibbia come “The passion of Christ” di Mel Gibson), alla storia, alla moda (soprattutto brands italiani come Dolce e Gabbana o Versace), all’area dedicata ai bambini…etc. In quell’occasione ho avuto modo di colloquiare con il presidente del museo riguardo la sua grande valenza socio-culturale. L’intervista poi è stata condivisa all’interno del museo stesso.

Poi sei volata a Miami: quali progetti hai sviluppato in Florida?

Tramite la mia cara amica Sondra Sottile, regista e produttrice americana che vive a Roma, ho avuto il piacere di entrare in contatto con Bob Hoskins, presidente e fondatore di “One hope”, associazione cristiana, il quale mi ha chiesto di seguire un progetto in Sudafrica con la sua associazione. Il progetto è in cooperazione con un’altra importantissima realtà benefica,”World Vision”, e ha come focus quello della violenza in Sudafrica. Sto cercando di coinvolgere in questa vision tutte le Miss che fanno parte della mia onlus mondiale, “Mission”.

Dopo la Florida sei andata a Los Angeles, cosa ti ha spinto verso la California?

Con una mia amica ex miss Serbia ho avuto l’onore di presenziare all’ “Hollywood for Science Gala” a Los Angeles, evento in cui vengono premiate tutte le personalità hollywoodiane che si sono distinte per l’impegno nel sociale e soprattutto nella salvaguardia dell’ambiente. Ho anche cantato all’ L.A. Italia Film Festival, ricevendo i complimenti dei presenti e riscuotendo grande successo.

Alla luce di tutto ciò che hai raccontato, si nota un credo religioso evidente: qual è il tuo rapporto con la fede?

E’ un rapporto che dura da sempre e per sempre. Sono anche stata una catechista, quindi il credo è sempre stato nel mio DNA. Non è una questione di credo o non credo specifici, ma piuttosto un sentire comune. Ho potuto constatare sulla mia pelle, che le persone conosciute in un determinato ambito o contesto, sono quelle che ti rimangono nel cuore, nonostante ognuno di noi abbia un credo proprio anche in base alla propria cultura o religione. Mi sento inoltre di dover accostare al concetto di fede per antonomasia, quello di fede umana, di un credo nella coalizione umana, un credo che aiuti a rendere questo mondo un posto migliore da lasciare ai nostri figli ed alle generazioni future.

Quali sono a tuo avviso i pro e i contro degli USA

I pro sono sicuramente gli approcci meritocratici che ha questa nazione dove i talenti motivati riescono a farcela senza essere eclissati da altre logiche illogiche e il fatto che tutto sia seriamente possibile.
I contro sono dettati dal fatto che se sei in difficoltà, nessuno corre in tuo aiuto come invece succede qui in Italia, dove esistono amicizie solidali, quasi fraterne. La nostra società è piuttosto basata su un modello assistenzialista, a differenza degli USA, dove il modello è, a mio avviso, totalmente produttivista.

Cosa ti porti a casa da questa esperienza?

La bandiera americana, in tutti i sensi. So che ci saranno dei progetti lì in America, tornerò questo mese per svilupparli e darvi il seguito che spero. Inoltre non sono sicuramente la persona che è partita: sono cresciuta e voglio darmi ulteriori possibilità di crescita negli USA.

Credi quindi che viaggiando tu stia crescendo e migliorando come persona?

Assolutamente sì. Per me il viaggio è l’unico investimento monetario che ti arricchisce. Torni più ricca. Sempre. Sono stata in Turchia, Croazia, Philippine, Cina, Egitto, Emirati Arabi, Brasile.. quasi ovunque! Io la considero un’esperienza formativa come nessuna cosa al mondo. Il viaggio rappresenta un investimento in personalità, bagaglio umano ed esperienza.

Siamo giunti al termine di questa meravigliosa intervista, dove sicuramente si appura che la bellezza non è solo mera estetica, ma anche filantropia, altruismo, gioia di vivere e voglia di rendere questo meraviglioso mondo ancora più bello.

Ecco qui dei video di Valeria Altobelli negli USA:

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