Hotel Transylvania 3 perde la sfida cartoon

C’è un settore cinematografico che desta sempre grande interesse nelle persone indipendentemente dall’età: i cartoons.

In questi giorni abbiamo potuto assistere alla proiezione di tre pellicole al cinema: Hotel Transylvania 3, Gli Incredibili 2 e Smallfoot e possiamo dirmi quali film ci sono piaciuti o non piaciuti e perché.

La sola delusione è giunta da Hotel Transylvania 3 perché erano alte le aspettative per il terzo capitolo della serie, che nei due precedenti ci ha fatto appassionare coi suoi personaggi a partire dal “bla bla bla” Dracula, Winnie, Mavis, Frankestein ecc.

La storia, che si trasferisce in una nave da crociera per una meritata vacanza, ci porta ad una situazione che ricorda molto l’inseguimento di Zenigata a Lupin, con Ericka e il suo bisnonno vestono i panni del commissario e Dracula del ladro gentiluomo.

La pace e l’amore trionferanno al termine del film, che non riesce a regalare un minimo di entusiasmo e che non riesce a lasciare il sorriso peccando nella debolezza della trama e in un finale deludente.

Non delude e, anzi, ottiene voti altamente positivi il film “Gli Incredibili 2”, sequel del primo capitolo che vede come protagonisti una famiglia di supereroi: il forzuto “Bob” Mr. Incredibile, l’elastica mamma ElasticGirl, i figli Flash, Violetta e Jack Jack, il bebè ultimo arrivato in questa super famiglia.

Questo secondo capitolo ci mostra che anche i supereroi possono attraversare momenti brutti e conoscere la parola disoccupazione, cosa che avviene nel momento in cui non portano a termine una missione nella quale lasceranno danni in grembo alla città e abbracceranno per poco le manette.

E disoccupati rimarranno ad eccezione di ElasticGirl, che accetta di buon grado l’offerta per lavorare come supereroina in una città bersaglio della criminalità e che in breve diventa la star voluta ed amata di un’intera città e del popolo terrestre, diventando però stimolo per piani criminosi da parte di una donna che riuscirà a usare metodi per ipnotizzare i supereroi della Terra, con lo scopo finale di distruggere la categoria davanti agli occhi degli umani.

La bellissima sorpresa è arrivata da “Smallfoot – il mio amico nelle nevi”, film che vede nei bambini la prima e grande fetta di spettatori a cui è diretto e, vi posso dare conferma per visione diretta, li ha divertiti un casino.

Da una parte troviamo gli yeti e il mondo al di sopra delle nuvole, veicolato dalle credenze delle parole scritte nelle pietre che, si scoprirà successivamente, sono il frutto del tentativo del guardia pietre di salvarli dagli umani ritenuti il vero pericolo per la loro sopravvivenza.

Tutto potrebbe cambiare quando Migo scopre che lo smallfoot, ovvero sia l’essere umano specie a loro non conosciuta, esiste davvero.

Insieme a un piccolo gruppetto di ieri che aveva creato il SES, sorta di associazione sconosciuta che fa della ricerca dello smallfoot la sua missione, scende dalle montagne e va nel mondo degli umani, trovando in una celebrità televisiva la testimonianza vivente dell’esistenza dello smallfoot.

La celebrità televisiva riesce a instaurare una comunicazione gestuale con gli yeti, ma la sua presenza tra gli yeti diventa il pericolo numero uno per il guardia pietre, che teme di perdere credibilità dopo aver convinto per anni i suoi simili che le parole scritte nelle pietre fossero l’unica fonte di verità, riuscendo a fare una sorta di lavaggio del cervello a Migo, che si troverà a confermare quella specie di longeva fake news venendo meno ai principi della sincerità.